Campagna di saluti

Quando si scrive di momenti piacevoli è molto difficile restituire divertimento e serenità senza risultare noiosissimi, o sembrare idioti. Quindi per farvi subito passare il sorrisetto di scherno che hanno le persone che non sono felici quando ne incontrano alcune felici, vi dirò che c’è stato un morto. Un montone. Questi, assieme alla compagna e a due caprette, attirato dall’erba medica usciva spesso dal recinto. Confesso di aver ripetutamente spaventato gli ovini, correndo a balzelloni e producendo suoni inarticolati, per ricondurre i quadrupedi all’ovile e per l’ilarità dei miei compari. Domenica mattina, mentre ci dilettavamo nel tiro con l’arco, abbiamo notato il montone, accasciato, strozzato nella recinzione. Frank, che è il più sensibile, si è prodigato per liberare la bestia, ma ogni soccorso era a quel punto inutile. Eh, l’intrusione della realtà, pensavate che fosse tutto sciuèsciuè, questi stanno un fine settimana in campagna a magnà e beve, e invece, il dramma è sempre dietro l’angolo. Ora che abbiamo soddisfatto i tragedia addicted passiamo a quello di cui vi si voleva raccontare davvero.

Che giornate! Io mi sono spaccato dalle risate. Ritiro dei soci mammaiuti, senza femmine e senza cani, il primo incontro così lungo e dedicato. Un successo. Il livello di volgarità e battute pesanti ha raggiunto immediatamente l’apice: come disse Ravazzani ad un Angoulme di qualche anno fa “La bestemmia va usata quando tutto va bene, se le cose vanno male è meglio mantenere la calma”. Dei numerosi video, nessuno è utilizzabile con audio per eccessivo turpiloquio. Arrivati venerdì nell’accogliente magione messaci a disposizione dall’ente “T’aiuta Mamma – Val di Vara for Senquential Art”  mi sono seduto e ho detto: “Ho rimediato la casa, io non faccio niente”. Alessio ha preso il controllo della cucina, Daveti presidente ha iniziato a disegnare come se non ci fosse un domani boffonchiando tra se “neanche un anno e sono a questo livello, vi ribecco a tutti bastardi, poi non dovrò più pregarvi fino all’umiliazione per farvi fare una tavola”, Paolino si è calato una manciata di tachipirine, che pare che il viaggio di nozze lo abbia provato, Checco è andato a cercare un tabacchino nel bosco con scarso successo, Palloni ha fatto il giovane, Frank ha tagliato l’anguria. Poi in terrazza abbiamo parlato di sesso ininterrottamente per 3 ore, scendendo in dettagli e gridando. Che dite, resoconto giorno per giorno? Ve la faccio breve: Sabato passaggiata mattutina, pomeriggio di riunione proprio seria, di quelle “cosa facciamo davvero per Lucca, dove troviamo i soldi veri, come serializziamo sul sito le storie lunghe che stiamo preparando (hype)”. Non ricordo quando, c’è stata una discussione con Lorenzo ricciolino che diceva che non condivide l’idea di critica, contestando il valore della soggettività, e tutti gli altri che gli chiedevano affranti: “Palloni, senza polemica, potresti crescere per favore, grazie”. Poi notte di psicanalisi, tema principale “Autocensura: quando disegnare e scrivere ti da l’impressione di correre nudo per il centro” e abbiamo cercato di guarire Ravazz e Checco dall’ossessione per i formati somministrandogli una cura di coppini. Frnk non pervenuto. Paolino sta disegnando ad un livello assurdo, gli lasciassero un paio di mesi quei francesi maledetti con le loro cagate fantasy, glielo facciamo vedere glielo facciamo che so’ i fumetti veri. Mangiarane.

La tiriamo per le lunghe e andiamo a dormire così tardi che è presto. Il presidente però decide che non ci sta, e per qualche ragione lascia impostata la sveglia alle 8.30: il tema ripetuto ogni 7 minuti di “Ritorno al futuro” ci obbliga ad alzarci. Grazie presidente. Domenica ancora chiacchiere, ancora disegni, ancora ottimo pranzo preparato da Ravazza, che oltre a cucinare e farci ridere come solo lui sa, ha disegnato una storia breve micidiale, che spero abbia inchiostrato così la carichiamo su. Saluti e baci, oh mi raccomando non facciamo che poi non ci si vede, tante belle cose. Cia cia cia.
Lascio la parola al presidente che voleva fare il serio.

Giorgio Trinchero

Mammaiuto ha cambiato le nostre vite. Sono serio, non scherzo. Potevamo ipotizzarlo? Manco per niente. Ma è successo, a chi più e a chi meno.

Io ho iniziato a disegnare. Sono dieci mesi ormai. Ho iniziato per spronare gli altri, che sapendo disegnare, facevano poco o niente. Volevo affondare nel loro orgoglio i miei disegnini da medie, quelli brutti, dove hai perso l’indole visionaria delle elementari e ti limiti a fare profili di macchine da corsa. Era una provocazione. Adesso, dieci mesi dopo, alla veneranda età di quasi 29 anni sono un fissato. La mia tecnica è becera, sgraziata, a volte insulsa. Ma ogni volta che mi metto al tavolo da disegno godo. Godo infilandomi in quel pertugio zen che è fare segni sul foglio. Da buon diplomato in ragioneria mi sono posto degli obbiettivi. Tra tre anni raggiungere un livello tale da poter imbastire narrazioni a fumetti articolate.

Checco ha iniziato invece a non buttare via i disegni. Ché se non l’avesse fatto in questi anni avremmo 780 libri di illustrazioni. Ha abbassato la soglia di pudore, di autocritica. E sta facendo le cose più belle. Quella del somaro apparsa ultimamente è la mia preferita. Ed è merito di questo sito. Senza questo sito sarebbe in un cestino del suo studio. Fuori di testa.

Gio si è sbloccato. Ha imparato a convivere con quella carogna che si trova sulle spalle chiamata noia. Invece di fermarsi a sfamarla e abbandonare il campo, è mutato. Più contenuti, forme diverse. Ha iniziato con un passo bestiale, quattro rubriche a settimana. Poi è tornato tra noi umani rimanendo sempre uno dei più produttivi. Ad un passo dal grande passo. Se solo vi facesse vedere quello di cui, in qualche modo, ancora si vergogna… (hype)

FRNK è il cavallo matto. Indecifrabile mammifero dal talento purissimo, tendente alla fuga nei campi dorati dell’alienazione. Impossibile per una mente simil razionale come la mia cercare di domarlo. Semplicemente ho deciso di abbandonarmi al suo flusso visionario, accettando gli alti e i bassi della sua mente.

Ravazzani è tornato a disegnare con continuità, cosa che per cause di forza maggiore aveva smesso di fare. Sta creando. Per adesso Bar Barie, ma è nulla in confronto a quello che questo giovane talento (ebbene sì, è arrivato terzo al prestigioso premio di Angouleme) può fare. Lo costringeremo a trovare il tempo.

Per Paolino il primo anno di mammaiuto è stato un anno sabbatico. Troppa roba da far quadrare, da mettere a posto. Spostamenti da primi del ‘900, sette traslochi, fiere in giro per l’Europa, una quantità di tavole disegnate per il mercato Francese roba da pazzi. Un matrimonio: il suo. I disegni che ci ritraggono sono frutti freschi della sua mano. Tempo di esecuzione 0,30 secondi l’uno. Da settembre in poi ci sarà anche lui.

The winner is Lorenzo Palloni. Mammaiuto ha stravolto tutti i suoi piani. Da mendicante posto lavoro Marvel a terrorista del mainstream. Passa nell’arco di un anno da Paganos a Mooned (uno dei contenuti a fumetti migliori in giro per la rete). Inizialmente sembrava un infiltrato. Ragionava di pubblico, masse, pubblicità. Teorizzava di piegare ai nostri voleri i mezzi di comunicazione di massa. Vedeva il pubblico come adepti, capre, pecoroni, greggi da macellare. Ora è il più grande fottuto francescano del fumetto. Il suo motto, viziato dalla giovane età è: faccio il cazzo che mi pare. Un bel salto.

Ce ne andiamo in vacanza. Gestire il sito, non ci crederete, è un bell’impegno. Nel senso che ci riempie di gioia facendoci faticare un poco. Stiamo via tutto il mese di agosto per tornare a settembre carichi. Ci saranno alcune novità nei contenuti del sito (hype). Per chi non potesse fare a meno di seguirci metteremo su Facebook eventuali aggiornamenti estivi.

Buone vacanze.

 Samuel Daveti