Collegamento – Gioco di parole con gli argomenti trattati

Mi rendo conto solo oggi che lo spirito di Collegamento mi scivola via da qualche settimana. Esco più di prima, la casa dove abito precariamente non è molto accogliente, e quando sono su web sento il bisogno di luoghi conosciuti. Girello tra i blog di fumetti e non esploro. Unica “scoperta” di questi giorni è Zoro, mi guardo i vecchi video. Mi dice più o meno quello che penso, ma trovo abbia una sua poetica tra i Simpson e Aldo Fabrizi niente male. Faccio cose inusuali, vado a fare la spesa al mercato rionale, vado da solo ai Murazzi, completamente sobrio, a ballare elettrotamarra e osservare i movimenti dei giovani. (Ci sono andato una volta sola, apposta per poterlo scrivere, sto leggendo Henry Miller e mi faccio influenzare superficialmente). Ho ricominciato a leggere libri. Ecco, vi collego i libri: Finzioni di Borges (ma ché c’hai quasi trent’anni e non avevi mai letto Borges? No, ma so andare sullo snowboard. Cazzo c’entra? No niente, era per distrarvi, scusate). Sexus di Miller, di cui mi limito a copiare incollare: “Nessuno metterebbe una sola parola sulla carta se avesse il coraggio di vivere ciò in cui crede.” Poi Orazio, che mi rivela come la retorica dei post polemici sui blog sia la stessa delle satire classiche.

Le mie prime ossesioni sulla punteggiatura.