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Cave Canem #07

Il piccione era lì da diversi giorni, circondato da merde, immobile, o almeno così pareva: stava sul cornicione più basso sotto il portico, rivolto verso la tubazione che tre metri più in alto sorreggeva il nido. L’aveva buttato giù suo fratello, o almeno così aveva detto qualcuno: la legge del più forte, sapete. Ma il piccione continuava a rimanere lì, la testa incassata fra le spalle, le piume appese ad un corpo sempre più magro, senza mai spiccare il volo, e faceva pena a tutti. 

Un pomeriggio una bambina si avvicinò dicendo “Parliamo di politica?” e il piccione volò, si aggrappò al nido con le zampette secche, tutte storte. 

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