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Cave Canem #08

Mentre il dottor Petri si immerge riesce a rimproverare al mondo che la cicuta non si trova più, oggigiorno, ma tant’è, le vene tagliate e l’acqua calda basteranno, proprio a come Seneca, il suo preferito da sempre: come Seneca, non chiedo nient’altro.
È il 9 Dicembre 1983 e il primo viaggiatore del tempo appare in un vecchio magazzino sulla Prospettiva Lenin, a Mosca: il dottor Petri in quel momento stava studiando dei vecchi documenti del 90 d.C. proprio quando l’edizione straordinaria strappò lo schermo a metà, il foglio e la lente gli caddero di mano e capì che tutto era finito. Infatti il 13 Dicembre si domanda che senso avrebbe avuto/ha/avrà la Storia e chi la studia in un mondo senza più ieri/oggi/domani, condannato a ricordarsi il futuro senza misteri: e il 14 Dicembre il dottor Petri li perde, quei sensi che denigra tanto, mentre una mano si immerge nell’acqua rosea e bollente e lo afferra per i capelli. 

Il dottor Petri si risveglia il 18 Dicembre all’ospedale: il sé stesso del passato è andato avanti, sapeva perfettamente cosa avrebbe fatto e non poteva permetterlo, così Petri se lo ritrova seduto accanto al letto, tutto sorridente, vent’anni più giovane, mentre lui piange lacrime amare come cicuta. 

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