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Lords of the UnderComicdom

La notizia della nostra entrata nel mercato azionario con una cordata internazionale ha commosso il web, quindi magari diciamo altre due parole perché in tutta onestà siamo un po’ stupiti dalla risonanza. Quando abbiamo discusso tra noi della proposta di Shockdom una cosa mi ha reso orgoglioso: la nostra totale indifferenza rispetto alle sirene dell’editoria. Lo spirito con cui ogni autore valutava la modalità di collaborazione era di una freddezza da vecchi lupi di mare di fronte alla proposta di un armatore di mercantili. La possibilità di non continuare a stampare per primi una nostra tiratura è stata scartata con una velocità impressionante. Eravamo in Self Area a parlare della questione, e nessuno aveva intenzione di andarsene da lì. Poi magari il prossimo anno non ci prendono, perché ultimamente siamo più insopportabili dei Grifondoro, ma state sereni che è più facile che ci troviate al Borda che in Piazza Napoleone. Siamo una dozzina abbondante di rintronati, e sono sicuro che qualcuno di noi non sa della joint venture con Shockdom. C’era mentre ne parlavamo, solo se ne è dimenticato nel frattempo. Te lo rispiego Ravazza: resta tutto uguale, a Mr Staiano noi mandiamo i libri finiti, se gli piacciono li pubblica. I contratti di edizione se li vedono con ogni autore. Le nostre tirature di 200 copie finiscono ormai in pochi mesi, e non abbiamo alcuna intenzione di ristampare, o aumentare il numero di copie. Perché, chiederete voi, perché non ristampate? Perché a noi non interessa vendere i fumetti, a noi interessa farli e renderli pubblici. Tutto quello che abbiamo stampato è leggibile on line, e così continuerà a essere. Le storie dell’antologico saranno pubblicate tutte nei prossimi mesi. Non sono ancora on line perché le abbiamo finite all’incirca 20 giorni fa. Non ristampiamo perché vendere i fumetti è un lavoro ingrato, come qualsiasi altro lavoro: devi avere un posto dove tenere scatoloni, devi andare alle fiere, tenere aperti conti vendita, spedire pacchi, ritirare pacchi, pagare le tasse, mandare mail, rispondere al telefono. È un attimo che inizi a parlare di commerciale, avremmo bisogno di un marketing manager, o almeno di un account junior, di un chief editor, di un better ranking e altre cose così. 200 copie è il numero giusto per andare alle poche fiere che ci divertono e fare un po’ di piego libri senza andare in paranoia.Noi alle riunioni ci piace di mangiare la polenta del Ravazzani e prendere per il culo Palloni perché non mangia il formaggio, non abbiamo target, non pianifichiamo campagne, non facciamo briefing. Non usiamo terminologie mutuate dal linguaggio militare. Ma allo stesso tempo non vediamo motivi che ci impediscano di lasciare questo sbattimento a qualcun altro. Perché proprio Shockdom? Perché ce lo hanno chiesto gentilmente. Abbiamo in comune l’uso del web, di cui sono pionieri mai abbastanza riconosciuti, e l’idea che la pubblicazione cartacea possa convivere e anzi essere coadiuvata dalla pubblicazione on line completa e gratuita.


Non crediamo nella divisione tra alto/basso, popolare/autoriale, graphic novel/fumetto, e lo testimonia la pluralità di generi, registri e i diversi gradi di sperimentazione che abbiamo esplorato nei primi 4 anni di pubblicazioni. Tutto il lavoro di mammaiuto è fatto su base volontaria, tutto: editing, impaginazione, web mastering, presenza agli eventi, spedizioni. L’unico modo per avere un po’ di soldi è essere autore di una pubblicazione cartacea. Così continuerà ad essere, perché siamo convinti che tutti gli sforzi di Mammaiuto debbano andare nella direzione di dare agli autori il compenso più alto possibile. La collaborazione con Shockdom va in questa direzione. Adesso per favore smettete di condividere, che tutta questa presenza social mi distrae la Nuke dal fare i fumetti.

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